I cantieri nautici: eccellenza italiana tra tradizione e innovazione

Secondo Ucina Confindrustria, dal 2013 ad oggi per l’industria nautica italiana è stato rilevato un incremento del fatturato globale del 75%: un trend positivo e decisamente veloce che ha avuto un’impennata, in particolare nel settore della cantieristica delle barche a motore, nel 2018, anno in cui la crescita registrata è stata di quasi il 10%. E si tratta di un andamento in ulteriore crescita: degli 830 progetti annunciati dai vari cantieri di tutto il mondo, infatti, ben 379 appartengono a case nautiche italiane. Non è un caso, quindi, che nel Global Order Book 2019 – la classifica internazionale ufficiale pubblicata annualmente dalla rivista americana Showboats International – compaiano 7 cantieri nautici italiani tra i 20 più importanti costruttori di navi da diporto.

Il Made in Italy dunque si rivela vincente anche nel mondo della cantieristica nautica. Tra i cantieri presenti nella top 20 sono presenti sia nomi “storici“, veri e propri blasoni della nautica italiana di qualità, che aziende più “giovani”: tutti però hanno in comune la capacità di combinare il design nautico di gusto italiano con tecnologie innovative e materiali sperimentali. Ecco i cantieri della classifica:

  • Absolute Yachts, cantiere piacentino la cui gamma comprende yacht di lusso nelle categorie FlySport e dislocanti veloci dai 40 ai 73 piedi, che si avvale di strumenti tecnologici all’avanguardia tra cui la modellazione 3D;
  • Azimut-Benetti Group, che dispone della più ampia gamma di imbarcazioni a motore in fibra di vetro, di due tipi principali: yacht plananti dai 10 ai 37 metri e megayacht semiplananti e dislocanti lunghi fino a 100 metri;
  • Cantieri del Pardo, che, tra le altre cose, si distingue per l’attenzione data alla componente ingegneristica, costruisce barche da regata di serie di elevata qualità, ma anche piccole imbarcazioni costumizzabili nei materiali per gli esterni e gli interni;
  • Ferretti Group, i cui yacht in vetroresina sono riconoscibili per alcune caratteristiche formali e strutturali: colorazione bianca, interni in legno e pelle, doppia postazione di guida (interna ed esterna) e ponte superiore scoperto. La Ferretti ingloba alcuni marchi prestigiosi tra cui RivaPershingItamaMochi CraftCRN Custom Line, ognuno specializzato in tipologie diverse come flybridgerunaboutopencoupélobster boatmaxi megayacht;
  • Sanlorenzo Yachts, che si distingue per l’aspetto “artigianale” delle sue barche, creandole sulla misura esatta delle esigenze dell’acquirente, in linea con alti standard di qualità e di sicurezza. Per questo produce solo un numero limitato di barche da 40 a 70 metri, con scafo e sovrastruttura in metallo;
  • Sessa Marine, che costruisce open e fly dai 18 ai 68 piedi con hanno come tratto distintivo l’uso di plastici rinforzati e una vasta gamma di colori per gli esterni, oltre che la presenza di motori e propulsori tecnologici volti a minimizzare l’inquinamento ambientale e acustico.

I cantieri storici italiani

In Italia sono presenti in effetti numerosi cantieri tra i più rinomati e tra i più antichi al mondo. Quello che segue è un excursus sulla storia di alcuni cantieri nautici italiani, divenuti simbolo di eccellenza italiana nel mondo grazie alla passione, alla creatività e alle scelte dei loro fondatori, che molto spesso hanno avuto la capacità di combinare la cura del design nautico tipicamente italiana con lo studio e la ricerca ininterrotta di innovazioni tecnologiche e ingegneristiche.

L’azienda dei fratelli Benetti, pionieri della cantieristica di yacht a motore di lusso, viene fondata nel 1873 e ad oggi conta più di 350 barche varate. Inizialmente opera nella costruzione di imbarcazioni di legno usate per i trasporti di merci, per passare successivamente alla produzione di imbarcazioni in acciaio. Col boom degli anni Sessanta inizia la costruzione dei primi grandi yacht lussuosi, divenuti in tutto il mondo simbolo dell’arte nautica italiana e della dolce vita: uno tra tanti, l’indimenticabile ‘Nabila’ di 86 metri appartenuto all’emiro Khashoggi (che compare nel film Never Say Never Again del 1983). Nel 1985 lo storico cantiere nautico Benetti viene acquisito da Azimut. Azimut era un’azienda nata nel 1969 ad opera del giovane studente universitario Paolo Vitelli come semplice servizio di noleggio per barche a vela. Dopo gli anni 70 Azimut non si occupa più solo di distribuire in Italia barche di altre case internazionali, ma si dedica alla progettazione di nuovi yacht, definendo modelli stilistici e industriali che stravolgeranno il settore della nautica: le grandi finestrature senza telaio, i sedili elettrici, l’utilizzo di radiche. Nasce così la prima famosa barca in vetroresina prodotta in serie, la AZ43 Bali. Oggi, con i suoi stabilimenti in tutta Italia (Viareggio, Fano, Torino ed altri), il cantiere Azimut-Benetti detiene il primato a livello internazionale nella costruzione di yacht e superyacht. Nel 2018 la Benetti-Azimut ha dato alla luce la “FB277′, che con i suoi 107 metri è la più grande imbarcazione da diporto mai costruita in Italia da un cantiere navale privato.

Lo storico cantiere bergamasco di motoscafi Riva è una pietra miliare della nautica italiana. Le vicende del cantiere bergamasco cominciano nel 1852 sul Lago d’Iseo, a Sarnico (località da cui prende il nome anche il suo primo battello a vapore) per merito del mitico “maestro d’ascia” Pietro Riva. Il cantiere, in origine, si occupava della riparazione e della costruzione d’imbarcazioni da lavoro (‘batel de pesca’) e da diporto (‘canotto da passeggio’) tipiche della zona. L’erede Ernesto intuirà che il motore sarà il futuro della nautica da diporto e inizia a costruire barche di dimensioni sempre più grandi e battelli a vapore. Negli anni 20 le barche Riva ottengono importanti riconoscimenti nelle gare motonautiche. Successivamente, i cantieri intraprendono una produzione seriale di yacht di lusso, utilizzando motori statunitensi. Da quel momento i motoscafi Riva si impongono nelle riviste e nei mercati di tutto il mondo come status symbol proprio perché posseduti da famiglie reali, campioni sportivi, divi del cinema, businessman di campioni dello sport. Dopo l’acquisizione nel 2000 dal Gruppo Ferretti, è iniziata la collaborazione con Officina Italiana Design per gli yacht di lusso. Dopo la gamma in lega leggera Superyacht Division presentata a Monaco, l’ultimo nuovo elegante modello è il Riva 110 ‘Dolcevita’ di 33 metri.

I cantieri Custom Line nascono nel 1996 dalla trasformazione della flotta Ferretti, la quale, in virtù della sua lunga esperienza nella costruzione nautica, ha voluto affermarsi nel mercato delle navi da diporto in vetroresina anche fuori dall’Italia. In venti anni ne sono state prodotte più di 180. Il nuovo marchio persegue comunque l’intento di restare fedele alle sue radici e la ‘doppia F’ di Ferretti rimane come tratto distintivo anche nel logo della casa Custom Line, che oggi è azienda leader nei mercati nautici di America, Medio Oriente ed Estremo Oriente.

I cantieri nautici Sanlorenzo sono stati fondati a Viareggio (e spostati in seguito a La Spezia) nel 1958 da Gianfranco Cecchi e Giuliano Pecchia; i quali negli anni Sessanta intraprendono la produzione di barche in legno motorizzate Caterpillar. Sotto la guida di Jannetti prima e Perotti poi, il cantiere raggiunge definitivamente il fulgore. Nel 1995 viene varato il loro primo superyacht  SL 100, mentre nel 2007 Sanlorenzo crea la prima navetta in maeriali compositi SD92 e il primo superyacht in alluminio 40 Alloy. La casa Sanlorenzo si è distinta per la cura degli interni avvalendosi del lavoro di alcuni prestigiosi architetti e designer come Dordoni Architetti, Antonio Citterio Patricia Viel, Piero Lissoni, Parisotto, che hanno reso gli spazi delle imbarcazioni confortevoli e preziosi.

I cantieri CRN sono nati ad Ancona nel 1963 e il nome è la sigla dell’originario nome Costruzioni e Riparazioni Navali che ha reso noto il marchio cantiere a livello internazionale. La costruzione inizia con alcune imbarcazioni in acciaio ed alluminio. Negli anni 70 collabora con Riva con cui costruisce il primo yacht sopra i 45 metri ‘Fath Al Khair’, sino ad arrivare alla creazione di barche di 60 metri. Nel 1983 vede la luce il rivoluzionario yacht F100 commissionato dall’armatore Gianni Agnelli, patron della Fiat. Successivamente il cantiere nautico CRN entra a far parte del Gruppo Ferretti e realizza, tra gli altri, il superyacht Magnifica, che farà scuola nel settore nautico. Qualche anno fa è stato varato il grandioso Chopi Chopi, il più grande yacht mai costruito da CRN in quasi 50 anni di attività.

I cantieri Perini producono yacht a vela di lusso. Sono stati fondati negli anni Ottanta dall’imprenditore lucchese Fabio Perini, il quale riusce a realizzare imponenti imbarcazioni gestibili da un equipaggio ridotto grazie ad un’idea “rubata” all’industria cartacea: usa dei verricelli automatici azionati da motori elettrici controllati elettronicamente. Lo yacht a vela ‘Felicità’ è infatti il primo governabile da una sola persona. Negli anni Novanta la Perini incorpora gli antichissimi cantieri navali toscani Picchiotti. Ad oggi la casa Perini, che ha persino creato una propria regata, ha “sfornato” più di 60 superyacht lunghi lunghi sino a 80 metri, tra cui il famoso Maltese Falcon.

 

Negli storici cantieri nautici Baglietto, nati nel 1854, ai suoi albori costruiscono solo piccoli scafi di gozzi per poi dedicarsi alle barche da diporto. Il primo grande successo è la vittoria, in una regata del 1891, del loro ‘Miss Mary’, successo poi consacrato da committenti prestigiosi come Vittorio Emanuele III e Giacomo Puccini. All’inizio del Novecento inizia a costruire i primi motoscafi e realizza il più grande yacht a motore italiano di quell’epoca, il ‘Giuseppina’ lungo 22,60 m. Baglietto inoltre offre un grande contributo all’industria nautica bellica creando imbarcazioni militari di vario tipo, tra cui il motoscafo armato silurante (MAS). Sfruttando le competenze tecnologiche acquisite con la collaborando con la Marina Italiana, inizia a realizzare barche in lega leggera di alluminio. Dopo la cessione ad altri da parte della famiglia Baglietto, negli anni Ottanta il cantiere inizia la produzione dei superyacht con propulsione a idrogetto. Oggi, il cantiere nautico Baglietto vanta, oltre che una flotta di avanguardia internazionale, anche uno degli impianti costruttivi più estesi al mondo.

 

 

Cos’è un cantiere nautico?

Vi siete mai chiesti perché si dice “cantiere nautico“? E qual è la differenza tra un cantiere nautico e un cantiere navale? Vediamo in breve di analizzare questi termini.

Con le parole “nautica” e “navigazione” ci si riferisce generalmente a spostamenti acquatici di tipo costiero, oceanico o fluviale. In realtà, le parole “nautico” e “navale” hanno la stessa origine – non a caso Dante usa “nave” per indicare la “barca” – ed erano un po’ ambigue già al tempo dei romani: il nauta era il marinaio, è vero, ma anche, per esempio, chi guidava una carrozza. Successivamente, l’idea di “nautica” si è estesa progressivamente allo spazio aereo (aeronautica) fino a comprendere quello interplanetario (astronautica).

Oggi i cantieri nautici sono le strutture in cui si costruiscono, riparano o restaurano specificamente le navi da diporto, ossia quelle imbacazioni utilizzate a scopo sportivo e/o ricreativo e con uno scafo lungo almeno 24 metri o, meglio, 79 piedi (il “piede” è infatti l’unità di misura usata tradizionalmente per indicare la lunghezza delle barche, che anticamente corrispondeva a 1/6 della statura di un uomo di fattezze medie). Al gruppo della navi da diporto sono compresi, oltre ai panfili o yacht – come vengono comunemente chiamate questi tipi di barche – anche i superyacht superiori ai 30 metri (o 98 piedi) e i megayacht superiori ai 60 metri (o 197 piedi).

 

Barca o yacht? Alcuni chiarimenti per orientarsi nel mondo della nautica

Nel mondo nautico, per riferirsi alle navi da diporto, spesso di parla di barcheyacht. Fatte salve le dovute eccezioni, convenzionalmente con la parola “barca” si intende un’imbarcazione non molto grande che può avere un aspetto sportivo o elegante a seconda del modello. Lo yacht, invece, ha dimensioni più imponenti ed un aspetto lussuoso. DI norma, gli yacht sono dotati di skipper e spesso anche di un equipaggio di dimensioni variabili, mentre le barche, più piccole e più facili da guidare, possono essere noleggiate anche senza skipper.

All’interno di questo macrogruppo nautico, possiamo trovare barche a vela e barche a motore. Le barche a motore possono avere uno, due o più motori. A secondo delle caratteristiche e delle dotazioni, possono essere fatte ulteriori distinzioni. Le barche hard top sono quelle con il tetto dritto e si governano dall’interno, ottime per chi preferisce le linee sportive e lanciate; la versione fly bridge o open, dotata di un ponte superiore abitabile con plancia di comando esterna, è ideale per chi vuole avere la possibilità di stare all’esterno; il catamarano è un’imbarcazione stabile e veloce appartenente alla categoria dei multiscafo, proprio perché formato da due scafi collegati da una struttura-ponte. Anche tra le barche a vela esistono molteplici varianti. Il caicco, per esempio, ha un ponte largo e spazioso, due alberi di dimensioni diverse ed è spesso dotato anche di un motore per rendere più agevole la navigazione; la goletta è un’imbarcazione grande e affusolata, dotata di due alberi della stessa dimensione leggermente inclinati verso poppa.

 

Il pentalogo nautico: 5 aspetti importanti da considerare quando si sceglie una barca

State per acquistare una barca per la prima volta? Avete già noleggiato uno yacht ma volete cambiare tipo? In entrambi i casi può capitare che, di fronte ad un ventaglio amplissimo di modelli e dimensioni, la scelta della barca “migliore” per noi possa risultare, oltre che entusiasmante, anche un po’ complicata. Le recensioni su internet su un certo marchio o i consigli di amici su uno specifico modello possono sicuramente essere utili, ma è molto importante considerare alcuni fattori “trasversali” prima di acquistare o noleggiare una barca. Se è vero che le preferenze di gusto o stile sono ovviamente soggettive, vi sono certamente degli aspetti concreti da tenere in conto quando dobbiamo scegliere una barca, sia in caso di acquisto che di noleggio.

1. La capienza

Uno degli aspetti da considerare è sicuramente il numero di passeggeri che la nostra barca deve poter accogliere, tenendo presente che alcune cabine sono in grado di ospitare soltanto una persona. Per i vani multipli si può scegliere tra cabina matrimoniale, cabina con doppi letti o con letti a castello. Inoltre, spesso gli ambienti interni sono duttili: alcune cabine, per esempio, possono essere convertite da a due letti a matrimoniali, oppure offrono la possibilità di un terzo posto letto componibile o estraibile.

2. L’Uso

Senza dubbio, uno dei principali aspetti che dovete considerare è l’utilizzo effettivo che farete della vostra barca. Brevi escursioni in calette remote, lunghe crociere in giro per il mondo, un week end di kitesurf o un pomeriggio di pesca: da soli o in compagnia, sono molteplici le occasioni di svago sul mare. Per quanto alcune imbarcazioni possano rispondere a diverse esigenze, nella scelta è opportuno valutare quale sia il vostro obiettivo principale. Lo sportfisherman potrebbe essere l’ideale per chi ama la pesca in mare aperto, mentre per la navigazione in acque calme un center console potrebbe prestarsi meglio. Una barca piccola, invece, per esempio, potrebbe essere indicata per un giro con un paio di amici se non intendete allontanarvi dalla costa.

3. La localizzazione

Un altro consiglio utile è quello di scegliere un luogo di ormeggio (che sia una marina o un rimessaggio) non troppo distante da dove vivete o comunque facilmente raggiungibile. Non è raro, infatti, che il solo pensiero di un “pre-viaggio”, unite alle oggettive difficoltà di spostamento, ci scoraggino e ci portino a non usare spesso la nostra barca. Meglio dunque scegliere una località che potete raggiungere ogni volta che lo desiderate.

4. Il budget

L’aspetto economico è naturalmente un fattore non trascurabile. Esistono innumerevoli tipi di barche e il prezzo può essere molto variabile. Materiali, dotazioni, marchio, equipaggiamento sono alcuni degli elementi che possono influire sul prezzo finale dell’imbarcazione. Spesso è possibile aggiungere degli oggetti extra su richiesta, che non sono compresi nel prezzo. In linea di massima, le barche a vela hanno un prezzo più contenuto, mentre le barche a motore richiedono delle spese in più. Infine, è importante considerare anche i costi di manutenzione, i costi di rimessaggio e le relative tasse. Rivolgiti al tuo Broker di fiducia per scoprire tutte le offerte per acquistare una barca nuova o usata. Milnautica propone tante soluzioni in base alle tue esigenze: finanziamenti, leasing e tanto altro. Contattaci per maggiori informazioni.

5. La capacità di navigazione

Prima di scegliere una barca è doveroso tenere in considerazione anche le proprie capacità di navigazione. Se siete dei navigatori esperti la scelta è ampia. Se invece siete dei “neofiti nautici” e non avete molta esperienza sarebbe meglio optare per una barca più maneggevole, poiché alcune situazioni in mare potrebbero risultare ostiche. Il nostro suggerimento, pertanto, è di scegliere un’imbarcazione (e/o uno staff di bordo) che vi permetta di affrontare, in base alle vostre capacità, le varie condizioni che potrete trovare nell’area dove intendete navigare.